Con questo splendido poster di L’uomo dalla pistola d’oro, immergiti nell’atmosfera dei film di spionaggio degli anni ’60 in compagnia di 007!
- Caratteristiche della carta:
- 🎨 Tela: standard mondiale in termini di stampa e imitazione dell’aspetto “tela da pittura”.
- Di default, il poster contiene un bordo bianco di 4 cm per l’incorniciatura (cornice non inclusa). Se non lo desideri, seleziona “senza bordo bianco”.
- ✅ Dimensioni: disponibili diverse opzioni. ✅
- Elevata resistenza ai raggi UV.
- Massima vivacità dei colori, antiriflesso.
- Carta riciclata, a garanzia del rispetto dell’ambiente.
- Poster imballato con cura e consegnato in un tubo protettivo per una protezione totale.
- CONSEGNA STANDARD GRATUITA.
⚠️Cornice non inclusa. ⚠️
Descrizione del poster di L’uomo dalla pistola d’oro
L’uomo dalla pistola d’oro è un film di spionaggio del 1974, il nono della serie di James Bond prodotto dalla Eon Productions e il secondo con Roger Moore nei panni dell’agente fittizio dell’MI6 James Bond. Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Ian Fleming pubblicato postumo nel 1965, Bond viene inviato alla ricerca del Solex Agitator, una soluzione tecnologica rivoluzionaria alla carenza energetica contemporanea, mentre combatte anche l’assassino Francisco Scaramanga, “l’uomo dalla pistola d’oro”. L’azione culmina in un duello tra i due che decide il destino del Solex.
L’uomo dalla pistola d’oro è il quarto e ultimo film della serie diretto da Guy Hamilton. La sceneggiatura è stata scritta da Richard Maibaum e Tom Mankiewicz. Il film è ambientato durante la crisi energetica del 1973, tema dominante della storia; La Gran Bretagna non si era ancora completamente ripresa dalla crisi quando il film uscì nel dicembre del 1974. Il film riflette anche l’allora popolare mania per le arti marziali, con diverse scene di kung fu e una location principalmente asiatica in Thailandia, Hong Kong e Macao. Parte del film è ambientata anche a Beirut, in Libano, ma non è stata girata lì. Il film ricevette recensioni contrastanti, con alcuni critici che lo descrissero come il più debole della serie fino a quel momento. L’interpretazione di Christopher Lee nei panni di Scaramanga, un cattivo con abilità simili a quelle di Bond, fu elogiata, ma i critici criticarono il film nel suo complesso, in particolare il suo approccio comico e le interpretazioni di Moore e Britt Ekland. Sebbene redditizio, il film è il quarto con il minor incasso della serie, e i suoi guadagni relativamente modesti rispetto a Vivi e lascia morire (1973) avrebbero messo a repentaglio la continuazione del franchise.[3] Fu l’ultimo film di Bond ad essere coprodotto da Albert R. Broccoli e Harry Saltzman; quest’ultimo vendette la sua quota del 50% in Danjaq, LLC, la società madre di Eon Productions, dopo l’uscita del film.














