Questo superbo poster di Le Père Noël Est Une Ordure vi riporterà alla mente momenti belli, divertenti e calorosi di questa classica commedia francese!
- Caratteristiche cartacee:
- 🎨 Tela: standard globale in termini di stampa e imitazione dell’aspetto di una “tela da dipinto”.
- Per impostazione predefinita, il poster contiene un Bordo bianco di 4 cm per la cornice (cornice non inclusa). Se non lo desideri, scegli “senza bordo bianco”.
- ✅ Dimensioni: Diverse opzioni disponibili. ✅
- Elevata resistenza ai raggi UV.
- Vivacità dei colori massima, senza riflessi.
- Carta riciclato, garantendo il rispetto dell’ambiente.
- Poster confezionato con cura e consegnato in un tubo protettivo per una protezione totale.
- CONSEGNA STANDARD GRATUITA.
⚠️ Cornice non inclusa. ⚠️
Descrizione di questo poster di “Babbo Natale è un bastardo”
“Babbo Natale è un bastardo” è un film francese del 1982, una commedia slapstick. È basato su un’opera teatrale di Le Splendid.
Parigi, vigilia di Natale. La vigilia di Natale, due persone sono all’ufficio di assistenza telefonica, situato in un edificio: Pierre (Thierry Lhermitte), un impiegato pedante, e Thérèse (Anemont), una tipica “topa grigia” segretamente innamorata di Pierre. Marie-Ange Muscan (Josiane Balasco), la responsabile del dipartimento, una donna seria e “corretta in tutto e per tutto”, è bloccata in un ascensore fuori dall’ufficio e cerca invano di chiedere aiuto. Josette (Marie-Anne Chazelle), la pupilla incinta di Teresa, che sta fuggendo dall’ira del suo coinquilino Félix (Gérard Juneau), deve arrivare in ufficio. Félix è un classico vagabondo, che vive di piccoli guadagni occasionali e piccoli furti (in particolare, fa pubblicità in uno strip club vestito da Babbo Natale). Pierre, per pietà, ha permesso a uno dei clienti del servizio, un travestito di nome Catier (Christian Clavier), di venire in ufficio di persona, violando le regole del servizio – dando per scontato che lo avrebbe calmato con qualche minuto di conversazione. Periodicamente, i vicini del piano di sotto si presentano in ufficio, tra cui il signor Preskovic (Bruno Moano), un immigrato proveniente dalla terra del “socialismo vittorioso” (presumibilmente la Bulgaria), che cucina piatti insoliti dall’odore e dal sapore sgradevoli: dubitsha e klug, sorprendentemente duri, pesanti e nauseabondi. L’atmosfera è riscaldata dalle incessanti chiamate di una cliente inappropriata (Michelle Blanc), che cerca di convincere l’operatore dell’assistenza a imitare un atto sessuale al telefono. Alla fine, si riuniscono intorno al tavolo di Natale dell’ufficio: Pierre, Thérèse, Josette, “Katia” e il timido Preskovic con il suo “clug”. Improvvisamente, Felix irrompe, intima a Josette di tornare a casa, scandalizzato, e apre il fuoco. Le vittime sono “Katia” e l’elettricista venuto a riparare l’ascensore (che è già funzionante). La vista dei feriti e degli assassinati provoca in Teresa un accesso di silenziosa isteria, accompagnato da brividi e da una perdita di controllo sul proprio comportamento, che la porta a non nascondere più la sua segreta simpatia per Pierre e a comportarsi in modo inaspettatamente libero. Da parte loro, Félix e Josette discutono con altrettanta facilità e nonchalance su come disfarsi del cadavere rimasto; l'”astuto” Félix, con grande gioia di Josette, propone una per una “soluzioni argute”: smembrare il cadavere e gettarlo nella Senna; oppure darlo in pasto agli animali dello zoo, ecc. Nel finale, tutti i partecipanti, guidati da Félix, tentano – in parte con successo – di attuare i suoi “piani ingegnosi”. Infine, Teresa e Pierre tentano di andarsene con l’autobus del mattino, e l’inevitabile rivelazione dei goffi tentativi di insabbiare l’accaduto non viene integrata nella trama.














