Immergiti nel cuore di un’epopea leggendaria con questo poster di Ben-Hur. Questo capolavoro cinematografico, intriso di intense emozioni, ti trasporta in un turbine di passione, coraggio e determinazione. Vivi un’avventura incredibile, tra tradimento e redenzione, attraverso scene grandiose e battaglie spettacolari. Lasciati conquistare dalla potenza dei rapporti umani, dalla bellezza dei paesaggi e dall’importanza della posta in gioco. Ben-Hur è molto più di un film: è un’esperienza cinematografica memorabile che rimarrà impressa nei tuoi ricordi.
- Carta:
- 🎨 Canvas: standard globale in termini di stampa e imitando l’aspetto di una “tela da dipinto”.
- Per impostazione predefinita, il poster contiene un bordo bianco di 4 cm per la cornice (cornice non inclusa). Se non lo desideri, scegli “senza bordo bianco”.
- ✅ Dimensioni: diverse opzioni disponibili. ✅
- Elevata resistenza ai raggi UV.
- Massima brillantezza dei colori senza riflessi.
- Carta riciclata rispetto ambientale garantito.
- Poster avvolto con cura e consegnato in un tubo protettivo per protezione totale.
- CONSEGNA STANDARD GRATUITA.
⚠️ Cornice non inclusa. ⚠️
Descrizione di questo poster di Ben-Hur
Ben-Hur è un film epico drammatico americano del 1959 ambientato principalmente nella provincia romana della Giudea durante il regno dell’imperatore Tiberio. È stato diretto da William Wyler e prodotto da Sam Zimbalist per la Metro-Goldwyn-Mayer. È interpretato da Charlton Heston, Stephen Boyd, Jack Hawkins, Hugh Griffith e Haya Harareet. Adattamento dell’omonimo film muto del 1925, Ben-Hur è basato sull’omonimo romanzo del 1880 di Lewis Wallace. La sceneggiatura fu scritta da Karl Tunberg, sebbene vi abbiano contribuito Maxwell Anderson, S. N. Behrman, Gore Vidal e Christopher Fry. Ben-Hur ebbe il budget più alto mai stanziato per un film, oltre 15 milioni di dollari. Duecento artisti e operai costruirono i set più grandi mai utilizzati per un film, con centinaia di fregi e statue, mentre la costumista Elizabeth Haffenden guidò una squadra di 100 sarte. Le riprese iniziarono il 18 maggio 1958 e proseguirono fino al 7 gennaio 1959, con giornate di riprese dalle dodici alle quattordici ore, sei giorni alla settimana. La pre-produzione iniziò presso gli studi di Cinecittà a Roma nell’ottobre del 1957 e la post-produzione durò sei mesi. I dirigenti della MGM chiesero al direttore della fotografia Robert L. Surtees di girare il film in widescreen, cosa che a Wyler non piacque. Per le riprese furono impiegati più di 200 cammelli, 2.500 cavalli e circa 10.000 comparse. La battaglia navale fu filmata con action figure in una grande cisterna d’acqua presso i Metro Studios di Culver City, in California. La corsa delle bighe, della durata di nove minuti, è una delle sequenze più famose della storia del cinema, mentre la colonna sonora, composta e diretta da Miklós Rózsa, è la più lunga mai realizzata per un film e ha profondamente influenzato il cinema per oltre 15 anni. Dopo aver speso 14,7 milioni di dollari per la promozione, Ben-Hur uscì al Loew Theatre di New York il 18 novembre 1959. Fu il film con il maggior incasso di quell’anno e il secondo, subito dopo Via col vento. Il film ha vinto undici premi Oscar, un record assoluto, tra cui Miglior Film, Miglior Regista (Wyler), Miglior Attore (Heston), Miglior Attore Non Protagonista (Griffith) e Miglior Fotografia (Surtees), un’impresa ineguagliata fino all’uscita di Titanic nel 1997 e de Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re nel 2003. Ben-Hur ha anche ricevuto tre Golden Globe: Miglior Film (Drammatico), Miglior Regista e Miglior Attore Non Protagonista (Boyd). Oggi, Ben-Hur è considerato uno dei più grandi film della storia del cinema e nel 2004 il National Film Preservation Board lo ha selezionato per la conservazione nel suo National Film Registry come film “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”.
Il film è ambientato in Giudea nell’anno 30 d.C. L’Impero Romano, signore e padrone del mondo conosciuto, governa con il pugno di ferro i suoi vasti territori, compresa la Giudea, sottomettendone duramente gli abitanti. Attendono con impazienza l’arrivo di un nuovo Messia che libererà il popolo ebraico dal giogo romano. Tra loro c’è Judah Ben-Hur (Charlton Heston), un ricco principe che commercia spezie dall’Oriente a Roma, un uomo rispettato che crede nella fede del suo popolo e nel suo Dio. I Romani rispondono inviando due legioni al comando di Messala (Stephen Boyd), ex amico d’infanzia di Ben-Hur. Judah Ben-Hur vede in Messala un amico e anche una possibilità di cambiamento per il suo popolo, una speranza di comprensione e rispetto. Al contrario, Messala vede nel suo ex amico l’uomo che “punterà il dito” contro i nemici ebrei di Roma per la loro passata amicizia. Ben-Hur rifiuta l’accordo e Messala, furioso, interrompe la loro relazione. Ben-Hur, timoroso del suo ex amico, sa che ora deve stare attento. Tuttavia, un colpo di sfortuna lo colpisce: la sua unica sorella, Tirza, si appoggia al bordo del tetto di casa sua e una tegola si stacca al passaggio del corteo funebre che trasporta il governatore, facendola cadere insieme al suo cavallo. Questo incidente, sebbene accidentale, porta il suo ex amico a imprigionarlo insieme alla madre e alla sorella, accusati di aver tentato di attaccare il nuovo governatore della Giudea, Valerio Grato. Giuda tenta di evadere dalla prigione, ma non prima di aver parlato con Messala, minacciandolo con una lancia e convincendolo a liberare la madre e la sorella proclamando la sua innocenza. Dopo il fallito attentato al tribuno, Giuda viene mandato al porto di Tiro, senza processo, come galeotto. Ben-Hur giura di vendicare Messala, anche a costo della vita.
Durante il tragitto verso il porto, Giuda incontra Gesù di Nazareth, che gli darà dell’acqua. Il volto di colui che lo ha aiutato rimarrà impresso nella sua memoria, lo stesso che, con sguardo fermo e pacifico, supera la minaccia di un sorvegliante romano nei confronti di lui e di Giuda, dandogli dell’acqua, nonostante solo pochi minuti prima alla popolazione fosse stato proibito di fornire acqua solo a lui. Dopo tre anni di difficoltà, Ben-Hur incontra Quinto Arrio, il primo console di Roma, a cui salva la vita quando la galea affonda in una battaglia navale contro i Macedoni. In segno di gratitudine verso Giuda, Quinto lo adotta come figlio, il che gli procura ricchezza, il titolo di campione di carri nel circo romano per cinque volte consecutive, oltre a vari altri titoli. Tuttavia, nonostante la ricchezza, il potere e la gloria di Roma, Ben-Hur sa di avere un giuramento da mantenere e non può più aspettare, soprattutto quando Giuda incontra il prossimo governatore della Giudea, Ponzio Pilato, in uno dei tanti incontri tenuti nel palazzo di suo padre. Chiede al padre di tornare in Giudea e sistemare gli affari della sua famiglia. Sapendo che è improbabile che Judah ritorni, Quinto esaudisce la sua richiesta, consapevole che il legame padre-figlio esiste ancora. Il momento della vendetta è giunto.
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Ben-Hur incontra Baldassarre e lo sceicco Ilderim, un mercante arabo famoso per la sua passione per le scommesse sulle corse dei cavalli. Da Baldassarre, apprende che c’è qualcuno in cui credere, un Messia, il figlio di Dio, che libererà gli uomini dalla loro rabbia e dal loro odio. Dallo sceicco, tuttavia, scopre che Messala partecipa alle corse dei carri e all’arena del circo, dove la morte non è un crimine.
Alimentato dal suo odio, Judah accetta di competere contro Messala nelle corse e, d’altra parte, si mette alla ricerca della madre e della sorella. Tornato in Giudea, scopre che tutto ciò che conosceva è stato ridotto in rovina, che la sua famiglia è scomparsa e che l’unica spiegazione che ha è quella della figlia di uno dei suoi schiavi, Esther, che Judah amava profondamente, e di suo padre, un maggiordomo fedele alla famiglia Ben-Hur, torturato e rimasto paralizzato. Dopo aver condannato Judah alle galere, Messala non solo confiscò tutti i beni di Ben-Hur, ma si scagliò anche contro sua madre e sua sorella, rinchiudendole nelle segrete più profonde. Al ritorno di Judah, determinato a vendicarsi, un teso Messala manda a chiamare la sua famiglia in cambio della dimenticanza di quanto accaduto otto anni prima. Con sua sorpresa, tanti anni trascorsi in una cella malsana nelle segrete le hanno affette di lebbra. Una volta liberate, la madre e la sorella tornano a casa strisciando, trovando rovina e povertà. Esther promette di non rivelare a nessuno il loro futuro e la loro dolorosa destinazione finale: la Valle dei Lebbrosi, nemmeno a suo figlio Giuda. Esther confessa immediatamente a Giuda che sua madre e sua sorella sono morte in prigione e cerca di convincerlo ad abbandonare la sua ricerca. Giuda, arrabbiato e pieno di odio, è diviso tra la vendetta contro il suo aguzzino e la sua vecchia amicizia d’infanzia. Ma sa che Messala non cambierà e che la sua unica possibilità di vendetta per la presunta morte della sua famiglia è sconfiggerlo e umiliarlo nell’arena del circo. Per riuscirci, dovrà partecipare alla corsa dei carri con i cavalli bianchi dello sceicco: Athaïs, Rigel, Aldebaran e Antares. Prima della gara, lo sceicco Ilderim non riesce a trattenersi e sfida Messala a mille talenti d’oro se lo batte e a tremila se vince, non senza dichiarare che il suo auriga è il campione del circo Giuda Ben Hur, il che non impedisce a Messala di accettare la sfida. Alla gara partecipano nove cavalieri, tra cui carri provenienti da Assiria, Fenicia, Cipro, Atene, Giudea e Roma. Giuda Ben Hur sconfigge Messala con il suo carro a falcione e cavalli frisoni neri, che alla fine cade dal suo carro e viene fatalmente schiacciato e calpestato da un altro carro all’inizio dell’ultimo giro della gara. Il suo corpo insanguinato è definitivamente condannato a essere mutilato per sopravvivere. Messala, in punto di morte, informa Giuda che sua madre e sua sorella sono vive, ma isolate nella Valle dei Lebbrosi. Pertanto, come Judah intuisce, sono destinati a una morte lenta e orribile.
Judah si reca immediatamente nella Valle dei Lebbrosi dove, con sua sorpresa, trova Ester che porta del cibo per sua madre e sua sorella. Ben-Hur esige una spiegazione per la menzogna e acconsente tragicamente al desiderio di sua madre di non mostrarsi. Persa la fede, odia Ester e sente i suoi demoni interiori sopraffarlo. Decide quindi di rivolgersi al governatore Ponzio Pilato e rinunciare alla cittadinanza romana, poiché era colpa di Roma se sua madre e sua sorella erano morte in vita. Questo affronto suscita risentimento in Pilato e, ai suoi occhi, diventa uno degli ebrei ribelli.
Judah decide di recarsi nella Valle dei Lebbrosi, con sorpresa di Ester e di sua madre, prestando poca attenzione alla sua malattia e cercando Tersa, sua sorella, che sta morendo in una delle grotte. Devastato, cammina per le strade di Gerusalemme con la madre, la sorella ed Ester, esaudendo l’insistente richiesta di quest’ultima di essere guarita dal rabbino di Galilea, che ha sentito predicare e compiere miracoli, mentre una processione di persone grida all’arrivo del nuovo crocifisso, tra cui un uomo che un tempo aveva offerto da bere all’eroe. Ben-Hur, grato, cerca di ricambiare il favore offrendogli dell’acqua. Tuttavia, un soldato romano getta via l’acqua prima che Gesù possa bere e respirare aria fresca, liberandosi dal suo pesante fardello. Questo incontro, e poi la successiva testimonianza della crocifissione dell’uomo che lo ha salvato dalla morte, porta Giuda a trovare la pace e ad attenuare la sua rabbia attraverso il perdono. Ritorna nella catarsi di ciò che ha visto quando vede sua sorella e sua madre miracolosamente guarite. Insieme, in un grande abbraccio, la gioia trabocca.














